ECCO UNA IMPORTANTE RIFLESSIONE CHE VOLENTIERI PUBBLICHIAMO:

 

Questi si scindono dalla storia. Siamo davvero al sesso degli angeli. Si puo’ giustificare una scissione con il tema delle date del voto o del congresso? Se Renzi, che ha gia’ dovuto, parzialmente, cedere sulla data del voto ( ha detto, ovviamente, “la data non la decido io ma il Capo dello Stato”) dicesse “il congresso a dicembre” di colpo il Pd tornerebbe unito? Non scherziamo. Il Pd e’ diviso da una questione politica sostanziale. Non di date. E ormai si e’ portata tale divisione ad un punto di non ritorno. E non per colpa di Renzi. Quello che divide il Pd e’ Renzi e la sua linea politica, programmatica e di atti di governo ( riforme). Lo dicono apertamente i capi della minoranza. Ma si fa finta di non sentirli. E si pretende di sminuire tutto a ragioni di carattere di Renzi e di date che propone. Che ipocrisia. Renzi esprime una linea politica di centrosinistra e non di solo sinistra. La minoranza Pd, a mio avviso piu’ per dare un’identita’ politica al suo malessere che per ragioni oggettive e reali, ha deciso di contrastare Renzi in nome di una ( inventata) battaglia di sinistra e di “mostrificazione” del centrosinistra di Renzi ridotto ( ovviamente ) a destra( sic). E’ come quando i comunisti accusavano i socialisti di socialfascismo perche’ parlavano di riforme invece che di rivoluzione. E’ una psicologia radicata nella sinistra-sinistra: dipingere chi e’ piu’ vicino come il piu’ pericoloso. Renzi puo’ essere criticato nel merito di tante cose. Ma esprime una linea, di centrosinistra, che era la novita’ ( promessa) del Pd: quella per cui nacque dalle ceneri della sinistra postcomunista e del popolarismo postdemocristiano. Ora questo non va piu’ bene a D’Alema e compagni? Pare di no. ma di questo si tratta: loro rompono su una linea politica e programmatica. Non sul carattere del segretario come si vuole sminuire. E’ un dilemma tipicamente congressuale, allora, quello che divide il Pd. Perche’ si contrasta la data allora? Dicono dobbiamo prepararci. Ma a che? Non avete gia’ detto tutto sul contrasto di linea che vi oppone a Renzi? Portatelo alla luce nel congresso e contatevi. La verita’? Io temo che loro non siano sicuri di se’. Temono che Renzi li batta in un congresso. E loro non sprebbero che fare: se ne vanno o restano minoranza? Nell’attesa si erano fatti, forse, qualche calcolo sulla legge elettorale ( e sui numeri di eletti che comporterebbero le varie ipotesi in campo). E’ per questo che vogliono che tutto ritardi: la data del congresso o la data del voto. Si vuole sapere con che legge si votera’. Una sola cosa la minoranza ha chiaro: non vuole piu’ convivere con Renzi. “O lui o noi”, cosi’ l’hanno messa. Sbagliando. Che deve fare Renzi? Abbozzare? Ovvio che deve giocare le sue carte. Ma messo cosi’ lo scontro nel Pd e’ senza via d’uscita. Occorrerebbe un patto politico che dica: “chiunque perda non se ne va”. Ma state certi: la minoranza non lo firmerebbe. Temo che abbiano capito che il congresso lo perdono. Renzi non e’ un alieno. Il Pd e’ gia’ molto di Renzi. Ma non perche’ ha comprato gli iscritti o gli elettori. Perche’ questo partito e’ gia’ e da anni di centrosinistra e non piu’ di sinistra e basta. Era l’identita’ riformista sottoscritta, da 20 anni, anche da Bersani, D’Alema, gli ulivisti. E Renzi gli ha dato solo un elenco di riforme. Come doveva essere. Chi rompe il Pd, in nome di una sinistra che nessuno dice cos’e’ e dove sta, rompe con una storia di 20 anni. Non e’ Renzi l’alieno.

UMBERTO MINOPOLI: NON E’ RENZI L’ALIENO

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